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Commissione Europea – Rete giudiziaria europea – Esecuzione delle decisioni giudiziarie

                            Ultimo aggiornamento: 11-09-2006

1. Che cosa s’intende per “esecuzione” in materia civile?

Esecuzione in base al codice

per il recupero di crediti

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Esecuzione
(“verkställighet”) significa che un’autorità esecutiva ottiene l’adempimento
forzato di un’obbligazione constatata dal tribunale o mediante un altro
procedimento speciale. I tipi principali di obbligazioni ai quali può applicarsi
l’esecuzione sono quelli relativi al pagamento di debiti e all’ingiunzione di
cessare di occupare un immobile. Un tipo specifico di esecuzione consiste nel
decidere misure conservative (per esempio, il sequestro).
L’esecuzione
relativa a un’obbligazione di pagamento di debiti avviene mediante il
pignoramento, che consente di prendere possesso dei beni del debitore.
L’esecuzione
relativa ad obbligazioni diverse da quella di pagamento (per esempio,
l’ingiunzione di cessare di occupare un immobile) e l’applicazione di misure
conservative (per esempio, il sequestro) si effettuano secondo le modalità
previste nel codice per il recupero dei crediti. In caso di obbligazione di
cessare di occupare un alloggio, l’esecuzione avviene mediante sfratto. Negli
altri casi, di solito l’esecutore ordina al convenuto di adempiere alla sua
obbligazione o di rispettare il divieto o altra disposizione impostagli.
L’autorità esecutiva può procedere direttamente alle misure necessarie e può
infliggere ammende.

Esecuzione in base al codice
riguardante genitori e figli

Si può chiedere
l’esecuzione di decisioni relative all’affidamento o al domicilio dei figli o
al diritto di avere contatti con i figli, concesso al genitore al quale non
sono stati affidati. Una decisione di esecuzione può comportare ammende o
intervento della polizia.

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2. Quali sono le condizioni per emanare un titolo esecutivo?

2.1. Procedura
Esecuzione in base al codice per il recupero di crediti
Un presupposto basilare per procedere all’esecuzione è che vi sia una sentenza o un altro titolo esecutivo comportante l’obbligo di adempimento.

L’esecuzione può essere basata sui seguenti titoli esecutivi:

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  1. sentenza, verdetto o decisione del tribunale,
  2. conciliazione sancita dal tribunale,
  3. sanzione accettata in transazione extragiudiziale o ammenda conciliata sul posto,
  4. decisione di arbitrato,
  5. impegno scritto, dinanzi a due testimoni, di corrispondere gli alimenti secondo quanto previsto nel codice del matrimonio o nel codice riguardante genitori e figli,
  6. decisione di un’autorità amministrativa, che può essere eseguita in base a speciali disposizioni,
  7. documento al quale si può dare esecuzione in base a speciali disposizioni,
  8. risoluzione o decisione dell’Ufficio giudiziario in casi d’ingiunzioni di pagamento o di assistenza.

Dopo l’emanazione del titolo esecutivo, per procedere all’esecuzione non è più necessaria un’altra decisione del tribunale o di un’altra autorità.

L’esecuzione è compito di un’autorità statale, la “kronofogdemyndigheten” (Ufficio giudiziario), la quale decide, per esempio, di procedere al sequestro. La responsabilità generale dell’esecuzione spetta a un ufficiale giudiziario, ma l’esecuzione stessa normalmente viene effettuata da personale esecutivo (uscieri giudiziari).

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Una parte importante dei compiti dell’ufficiale giudiziario consiste nel raccogliere informazioni riguardanti il debitore ed i suoi redditi. Il debitore è tenuto a indicare le cifre relative ai suoi redditi e di confermare per iscritto, in una lista, od oralmente, in un’udienza, l’esattezza dei dati forniti. Dichiarare il falso costituisce reato penale. L’Ufficio giudiziario può anche ingiungere al debitore di fornire informazioni, sotto pena di ammenda. L’ammenda viene inflitta dal tribunale di primo grado, su domanda dell’Ufficio giudiziario.

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Nell’ambito di una procedura di recupero di crediti, i terzi interessati sono tenuti a fornire informazioni (cfr. più oltre, al punto 3.2). L’inottemperanza a quest’obbligo è passibile di ammenda o di pena detentiva.

La domanda di esecuzione può essere presentata, oralmente o per iscritto, dallo stesso avente diritto o dal suo rappresentante. La domanda presentata oralmente presuppone che il richiedente (ossia chi chiede l’esecuzione) si presenti presso l’Ufficio giudiziario. In certi casi, la domanda può essere presentata per via informatica. La domanda scritta deve essere firmata dal richiedente o dal suo rappresentante.

Come regola generale, la domanda di esecuzione va depositata presso l’Ufficio giudiziario della regione in cui risiede il debitore. Si può procedere al pignoramento anche nella contea nella quale eventualmente si trova il bene di proprietà del debitore.

Per sopperire ai costi sostenuti dallo Stato (costi procedurali) in caso di recupero di crediti, è previsto il pagamento di diritti (tassa di recupero). Di regola, i costi procedurali sono riscossi a carico del debitore (la controparte del richiedente), se possibile nel corso dell’esecuzione. Il richiedente, dal canto suo, è garante dell’importo di tali costi nei confronti dello Stato, Un’eccezione alla regola del richiedente garante è prevista, tra l’altro, in caso di domanda relativa al recupero di alimenti non versati, basata sul codice del matrimonio o sul codice riguardante genitori e figli, anche nel caso di alimenti per i quali il diritto a riceverli è stato riconosciuto all’estero ma l’esecuzione di recupero si effettua in Svezia, purché la domanda non sia stata presentata oltre cinque anni prima.

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Come regola generale, vengono riscossi diritti di base per ogni titolo del quale si chiede l’esecuzione. Nei casi di domande fondate sul diritto privato, i diritti di base ammontano in genere a mille corone svedesi, ma in caso di sequestro tali diritti sono ridotti a volte a 500 corone, se la domanda di esecuzione riguarda soltanto il pignoramento della retribuzione o se il pignoramento ha come scopo il rimborso d’imposte e tasse.

Altri diritti che possono essere riscossi sono la tassa d’istruzione del caso, la tassa sulle vendite e tributi speciali.

Esecuzione in base al codice riguardante genitori e figli

Si può effettuare l’esecuzione della sentenza o decisione di un tribunale ordinario relativa all’affidamento e al domicilio dei figli o al diritto di avere contatti con i figli, concesso al genitore al quale non sono stati affidati, nonché alla (ri)consegna dei figli. È prevista l’esecuzione anche in caso di accordo concluso tra i genitori riguardo all’affidamento e al domicilio dei figli e al diritto di avere contatti con essi, se tale accordo è stato approvato dall’ufficio di assistenza sociale (“socialnämnden”).

All’esecuzione procede il tribunale amministrativo. Di norma, la domanda di esecuzione viene depositata presso il tribunale amministrativo della contea nella quale risiede o è domiciliato il genitore che ha ottenuto l’affidamento dei figli. Se i figli si trovano in un’altra contea, è competente anche il tribunale amministrativo di questa.

      
2.2. Condizioni sostanziali
Esecuzione in base al codice

per il recupero di crediti

In determinati
casi, l’esecuzione può essere rifiutata.

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Ciò avviene se
il titolo esecutivo è tanto poco chiaro da non poter servire di base per
l’esecuzione.
Se il convenuto
sostiene di aver adempiuto, dopo l’emanazione del titolo esecutivo,
all’obbligazione che ne era l’oggetto, per esempio un’obbligazione di
pagamento, per evitare l’esecuzione deve fornire la prova del suo
adempimento.
Il debitore può
anche opporre una domanda riconvenzionale nei confronti del richiedente,
ossia far valere un’eccezione di compensazione. Ciò costituisce un
impedimento all’esecuzione, se l’Ufficio giudiziario può constatare che
l’eccezione riconvenzionale è oggetto di un valido titolo esecutivo o è
fondata su una prova scritta.
Se un titolo
esecutivo viene invalidato, l’esecuzione viene sospesa immediatamente. In
certi casi, il tribunale può ordinare che l’esecuzione non venga effettuata.

Esecuzione in base al codice
riguardante genitori e figli

In determinati
casi, l’esecuzione può essere rifiutata.
Se il figlio ha
12 anni compiuti, l’esecuzione non può effettuarsi contro la sua volontà,
salvo se il tribunale amministrativo la ritenga necessaria nel suo interesse.
Lo stesso vale se il figlio non ha ancora compiuto i 12 anni, ma sia talmente
maturo che si possa tener conto lo stesso della sua volontà.
Il tribunale
amministrativo può rifiutare l’esecuzione anche qualora sia evidente che le
circostanze sono cambiate dopo che il tribunale ordinario ha notificato la
sua decisione o dopo che l’ufficio di assistenza sociale ha approvato
l’accordo concluso tra i genitori, e sia pure evidente che, nell’interesse
del figlio, si riveli necessario riesaminare la questione dell’affidamento
ecc.

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Anche in altri
casi il tribunale amministrativo può rifiutare l’esecuzione, se vi è il
rischio non trascurabile che ne risulti danneggiata la salute fisica o
mentale del figlio.

      

3. Oggetto e natura delle misure di esecuzione

3.1. Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione?
Esecuzione in base al codice per il recupero di crediti
Per procedere al pignoramento di un bene, devono risultare soddisfatte determinate condizioni. Il bene deve:

  • appartenere al debitore,
  • essere cedibile,
  • aver valore pecuniario.

In linea di principio, è pignorabile qualsiasi bene, mobile o immobile.

Per beni mobili s’intendono non solo i beni trasportabili (per esempio automobili, imbarcazioni e oggetti vari), ma anche i beni riscuotibili (per esempio i saldi bancari attivi) e i diritti di vario tipo (per esempio, un usufrutto o la parte ereditata del bene immobile di un defunto).

Sono pignorabili anche le retribuzioni, pensioni e simili.

Determinati beni non possono essere pignorati. È il caso degli effetti personali, che comprendono tra l’altro:

  • i vestiti e altri oggetti di uso personale del debitore, sino a un valore ragionevole;
  • il mobilio, gli elettrodomestici e altre attrezzature necessarie per la casa e la sua manutenzione;
  • gli strumenti di lavoro e altre attrezzature necessarie per l’attività professionale o per la formazione del debitore;
  • quei beni personali, per esempio medaglie onorifiche e trofei sportivi, che rivestono per il debitore un valore tanto grande che sarebbe ingiusto pignorarglieli.

I beni di proprietà possono essere protetti anche in base a disposizioni particolari, per esempio, in caso di risarcimento di danni. Se il debitore riceve risarcimenti per lesioni corporali, detenzione illegale, calunnia, diffamazione o simili, tali fondi non possono essere pignorati prima che gli siano stati versati. Dopo che gli sono stati corrisposti, i risarcimenti sono impignorabili se vengono accantonati e servono a sopperire a esigenze tuttora presenti. I risarcimenti intesi a compensare altri danni, per esempio i danni morali e materiali, non possono essere pignorati prima che siano trascorsi due anni dalla data del loro pagamento.

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In caso di pignoramento della retribuzione, è pignorabile soltanto la parte eccedente l’importo necessario per il sostentamento del debitore e della sua famiglia.

Ai fini del pignoramento della retribuzione, alcuni crediti hanno la precedenza sugli altri: in particolare, gli alimenti corrisposti in base al codice del matrimonio e al codice riguardante genitori e figli.

      
3.2. Quali sono gli effetti delle misure di esecuzione?
Esecuzione in base al codice

per il recupero di crediti

Dopo il
pignoramento dei suoi beni, il debitore non esercita più il controllo su di
essi come in precedenza. Il debitore non può effettuare a danno del
richiedente transazioni relative ai suoi beni, trasferendoli o procedendo ad
altre operazioni, a meno che non glielo consenta per speciali motivi
l’Ufficio giudiziario, previa consultazione del richiedente.
Chi
illegalmente effettua transazioni con beni pignorati è passibile di sanzioni
penali.
La decisione di
pignoramento comporta un diritto privilegiato sui beni.
Nei casi di
recupero di crediti, i terzi interessati sono tenuti a fornire informazioni
su eventuali crediti del debitore nei loro confronti o su ogni altra
operazione che possa esser pertinente per determinare se il debitore possieda
beni pignorabili. L’obbligo di fornire informazioni si applica anche ai terzi
che sono in possesso di beni del debitore, in pegno o in deposito presso di
loro. Le banche, per esempio, sono tenute a informare se il debitore detenga
presso di loro un saldo attivo, disponga di una cassetta di sicurezza o abbia
loro affidato beni in custodia di sicurezza. L’obbligo d’informazione è
imposto anche alle persone aventi strette relazioni con il debitore.

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Le informazioni
dei terzi possono essere richieste in forma orale o scritta. Se necessario, i
terzi possono essere convocati in udienza. Come mezzi coercitivi, sono
previste ammende e detenzione.

      
3.3. Qual è la validità di queste misure?
La validità di

una decisione di pignoramento non è soggetta a nessun limite temporale.
Tuttavia, la legge prevede in linea di principio che la vendita dei beni si
effettui senza indugio.
Per quanto
riguarda gli sfratti, è previsto che si possano effettuare entro quattro
settimane dalla data alla quale l’Ufficio giudiziario ha ricevuto i documenti
necessari.

      

4. Vi è possibilità di ricorso contro la decisione che ordina la misura?

Esecuzione in base al codice

per il recupero di crediti

Di regola, è
possibile presentare ricorso contro una decisione dell’Ufficio giudiziario.
Il ricorso va depositato per iscritto presso il tribunale di primo grado
competente nella giurisdizione dell’Ufficio giudiziario, attenendosi alle
disposizioni governative. Una copia del ricorso va inviata all’Ufficio
giudiziario.
Contro una decisione
dell’Ufficio giudiziario può presentare ricorso la persona interessata, se si
ritiene lesa. Per il ricorso contro una decisione di pignoramento della
retribuzione non sono previsti limiti temporali, mentre per le decisioni di
pignoramento di altri beni il ricorso va presentato entro tre settimane dalla
notifica. Non sono previsti limiti temporali, invece, per il ricorso di terzi
contro una simile decisione di pignoramento.
Il tribunale di
primo grado può ordinare la sospensione della misura di esecuzione, sino a
nuovi sviluppi, oppure, se lo giustificano speciali motivi, può ordinare la
revoca di una misura già adottata.

Esecuzione in base al codice
riguardante genitori e figli

Contro una
decisione di esecuzione adottata dal tribunale amministrativo, si può
presentare ricorso presso la corte amministrativa d’appello. Il ricorso va
depositato per iscritto, inviandone una copia al tribunale amministrativo,
entro tre settimane dalla notifica della decisione.

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